Colpo di scena in casa Stellantis. Carlos Tavares, a.d. del gruppo automobilistico, nonché uno dei padri della fusione nel 2020 tra Psa e Fca, ha rassegnato le dimissioni, che sono state accettate dal consiglio di amministrazione dell’azienda ieri primo dicembre 2024. Questa decisione arriva in un momento di sfide significative per Stellantis, con un calo del 27% dei ricavi riportato nel terzo trimestre del 2024 e una diminuzione delle vendite nel mercato statunitense.

Le dimissioni sono arrivate sorpresa, anche se Stellantis aveva già mesi fa comunicato che Tavares, avrebbe lasciato la guida del gruppo alla fine del contratto.

Cosa succede adesso

Secondo le prime indicazioni, l’azienda non pare intenzionata ad accelerare sulla scelta del successore che arriverà entro la metà del 2025. “Il processo per la nomina di un nuovo ceo permanente – ha spiegato il gruppo – è già in corso, gestito da un comitato speciale del consiglio”.

In seguito alle dimissioni di Tavares, verrà istituito un comitato esecutivo interinale, guidato da John Elkann, presidente di Stellantis. Il processo per nominare un successore permanente è già in corso e si prevede che si concluda nella prima metà del 2025. Le dimissioni di Tavares erano attese, poiché Stellantis stava cercando un sostituto fin da ottobre, segnalando che non sarebbe rimasto oltre la scadenza del suo contratto all’inizio del 2026.
Implicazioni per Stellantis

Il nuovo ceo

Nel frattempo, non trova per ora alcuna conferma il toto nomine che già da qualche tempo si era scatenato sul possibile successore, a partire da Luca De Meo amministratore delegato della Renault, ma anche con manager interni come quello di Olivier Francois.

In ogni caso, le dimissioni di inquadrano all’interno di una situazione difficile per l’industria automobilistica, in particolare in Europa, dove le aziende stanno affrontando una crisi nelle vendite e nella propria identità a fronte di cambiamenti nelle domande del mercato e di una crescente concorrenza da parte dei produttori cinesi. Il nuovo CEO dovrà affrontare decisioni cruciali riguardo alla strategia dell’azienda e alla gestione dei marchi mentre Stellantis naviga in questi tempi turbolenti.

Le reazioni

“Siamo grati a Carlos per il suo impegno costante in questi anni e per il ruolo che ha svolto nella creazione di Stellantis, in aggiunta ai precedenti rilanci di Psa e di Opel, dando avvio al nostro percorso per diventare un leader globale nel settore. Intendo mettermi subito al lavoro con il nostro nuovo Comitato esecutivo ad interim, con il supporto di tutti i nostri colleghi di Stellantis, mentre completiamo il processo di nomina del nuovo ceo. Insieme garantiremo la puntuale attuazione della strategia della società nell’interesse di lungo termine di Stellantis e di tutti i suoi stakeholders”, ha commentato John Elkann.

Parla in modo esplicito di divergenze tra Tavares e il cda Henri de Castries, il consigliere indipendente senior del board di Stellantis. Secondo quanto riporta l’agenzia ANSA; il manager avrebbe dichiarato:”Il successo di Stellantis sin dalla sua creazione – spiega – si è basato su un perfetto allineamento tra gli azionisti di riferimento, il consiglio e il ceo. Tuttavia, nelle ultime settimane sono emerse vedute differenti che hanno portato il Consiglio e il ceo alla decisione di oggi”.

Chi è Tavares

Carlos Tavares, tra gli artefici della fusione fra Fca e Psa che ha dato vita a Stellantis, dirige il gruppo dalla sua creazione, ovvero all’inizio del 2021. Sotto la sua direzione, la casa automobilistica, che fa capo a Chrysler, è diventata uno dei gruppi più redditizi del settore.

La sua carriera nel settore automobilistico inizia con Renault, dove ricopre vari ruoli di responsabilità, tra cui il Chief Operating Officer. Tuttavia, nel 2013, dopo aver espresso il desiderio di diventare CEO, lascia il gruppo francese a causa di divergenze con l’allora CEO Carlos Ghosn. Dopo aver lasciato Renault, a causa di divergenze con l’allora CEO Carlos Ghosn, Tavares diventa CEO in PSA nel 2014. Sotto la sua guida, l’azienda implementa strategie di riduzione dei costi e migliora la sua posizione sul mercato, riportando PSA in attivo dopo anni di perdite.

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